Cos’è l’ESG consulting e perché è diventata strategica per le imprese
Con esg consulting si indica l’insieme di attività di consulenza che supportano un’impresa nell’analisi, nella gestione e nella comunicazione dei propri impatti ambientali (Environmental), sociali (Social) e di governance (Governance).
Non si tratta più di un esercizio riservato alle grandi società quotate: il rating ESG influenza sempre più spesso le condizioni di accesso al credito bancario, la possibilità di partecipare a gare e bandi pubblici e il posizionamento all’interno delle filiere guidate da grandi committenti.
Un percorso di esg consulting si articola tipicamente in alcune fasi ricorrenti:
- Assessment iniziale e gap analysis rispetto agli standard di riferimento (ESRS, VSME)
- Definizione di indicatori e obiettivi ESG coerenti con il settore e la dimensione d’impresa
- Integrazione dei criteri ESG nel piano industriale e nel business plan
- Predisposizione della rendicontazione di sostenibilità, quando dovuta o richiesta dalla filiera
In sintesi
L’ESG consulting è il servizio che affianca le imprese nella misurazione, gestione e rendicontazione dei fattori ambientali, sociali e di governance, integrandoli con le opportunità di finanza agevolata legate al PNRR e con le operazioni di finanza straordinaria, per rafforzare l’accesso al credito, la competitività di filiera e la conformità normativa.
Le imprese italiane si trovano oggi davanti a un cambiamento di prospettiva: la sostenibilità non è più solo un tema reputazionale, ma un requisito che banche, investitori e grandi committenti di filiera chiedono con crescente frequenza per concedere credito, ammettere a bandi o avviare partnership commerciali. In parallelo, la fase di chiusura del PNRR impone alle aziende di intercettare rapidamente le ultime risorse disponibili, mentre le operazioni di finanza straordinaria — M&A, ristrutturazioni, cessioni di asset — richiedono sempre più una lettura integrata tra performance economico-finanziaria e criteri ESG. In questo scenario l’esg consulting diventa il punto di raccordo tra compliance, accesso ai capitali e crescita sostenibile.
Il quadro normativo ESG: CSRD, D.Lgs. 125/2024 e Pacchetto Omnibus I
Il riferimento europeo principale è la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD — Direttiva UE 2022/2464), recepita in Italia con il D.Lgs. 6 settembre 2024, n. 125, in vigore dal 25 settembre 2024. Il decreto ha esteso gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità alle grandi imprese e, in forma semplificata, alle PMI quotate, escludendo le microimprese.
Il quadro è stato successivamente rivisto dal Pacchetto Omnibus I, culminato nella Direttiva UE 2026/470, in vigore dal 18 marzo 2026, che ha ristretto l’obbligo diretto di rendicontazione alle imprese che superano congiuntamente due soglie dimensionali, riducendo sensibilmente la platea vincolata rispetto all’impostazione originaria del 2022.
Le PMI non quotate restano escluse dall’obbligo diretto, ma possono adottare volontariamente lo standard VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs) pubblicato da EFRAG: uno strumento sempre più richiesto dalle banche e dalle grandi imprese clienti nell’ambito della catena di fornitura, che dopo l’Omnibus I possono chiedere ai fornitori PMI solo le informazioni previste dal VSME e non l’intero set ESRS.
A completare il quadro normativo, il Regolamento UE 2020/852 (Tassonomia verde) definisce i criteri per classificare un’attività economica come ecosostenibile, ed è un riferimento sempre più utilizzato da banche e investitori nella valutazione di operazioni di finanziamento e di finanza straordinaria.
Consulenza PNRR: le opportunità nella fase di chiusura del Piano
Le misure ancora attive nel 2026
Il 2026 rappresenta l’anno conclusivo del PNRR: la decima e ultima richiesta di pagamento alla Commissione europea è prevista entro il 30 settembre 2026, con erogazione dell’ultima rata e chiusura amministrativa entro il 31 dicembre 2026, cui seguiranno le attività di audit e controllo ex post sui beneficiari.
Per le imprese, alcune finestre restano operative, anche se in fase di esaurimento: i fondi per le Comunità Energetiche Rinnovabili, il Fondo Nazionale Connettività e i Contratti di Sviluppo. Il Piano Transizione 5.0 ha invece chiuso le nuove prenotazioni dal 27 novembre 2025: chi ha già prenotato il credito d’imposta deve trasmettere la comunicazione di completamento al GSE entro il 31 agosto 2026, corredata di perizia e documentazione tecnica.
Cosa succede dopo il PNRR: il nuovo iperammortamento
Dal 1° gennaio 2026 il credito d’imposta Transizione 5.0 è stato sostituito da un nuovo meccanismo di iperammortamento (Legge 199/2025 e D.L. 38/2026), che maggiora fiscalmente il valore dei beni strumentali agevolabili fino al 180% per i beni ad alto contenuto di intelligenza artificiale, con una finestra di applicazione che copre gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028. Per le imprese si tratta di un cambio di logica — da credito d’imposta immediato a maggiorazione dell’ammortamento — che richiede una pianificazione fiscale e finanziaria ad hoc, oltre a un’attenta verifica delle regole di cumulabilità con le altre misure ancora attive.
Una consulenza pnrr aggiornata è quindi essenziale non solo per completare correttamente le pratiche in corso entro le scadenze di sistema, ma anche per impostare la transizione verso i nuovi strumenti agevolativi che accompagneranno gli investimenti delle imprese oltre la chiusura del Piano.
Consulenza in finanza straordinaria: leva strategica per crescita e sostenibilità
M&A, ristrutturazioni e operazioni ESG-oriented
Le operazioni di finanza straordinaria — cessioni di asset, ricerca di partner industriali o finanziari, ristrutturazioni del debito, aggregazioni tra imprese — beneficiano oggi di un’integrazione strutturata dei criteri ESG in fase di due diligence e nella redazione dell’Information Memorandum.
Fondi di investimento, private equity e istituti di credito valutano sempre più il profilo di sostenibilità del target, insieme ai tradizionali indicatori economico-finanziari, come parte del processo di analisi del rischio e di determinazione del prezzo.
Una consulenza finanza straordinaria efficace, in questo contesto, non si limita alla componente contabile e legale dell’operazione, ma integra fin dalle prime fasi la lettura dei rischi e delle opportunità ESG, coordinandosi con le attività di due diligence e valutazione degli asset.
Un caso ricorrente
Un’azienda manifatturiera del Centro Italia, fornitrice di un gruppo industriale soggetto a CSRD, si è vista richiedere per la prima volta dal proprio cliente capofiliera un set di informazioni ESG in stile VSME. Il percorso di assessment e reporting volontario intrapreso è stato affiancato dall’analisi delle misure di finanza agevolata ancora disponibili per gli investimenti in efficienza energetica, rafforzando così sia la relazione commerciale con il cliente sia l’accesso a nuove linee di credito.
Il caso, riportato in forma anonima, è rappresentativo delle dinamiche che SBG Consulting osserva sempre più spesso tra le PMI italiane inserite in filiere strutturate.
Domande frequenti
Cos’è l’ESG consulting?
È il servizio di consulenza che affianca le imprese nella misurazione, gestione e comunicazione dei fattori ambientali, sociali e di governance, integrandoli con la pianificazione strategica, l’accesso al credito e le operazioni di finanza straordinaria.
Le PMI non quotate sono obbligate alla rendicontazione ESG?
No: dopo il Pacchetto Omnibus I l’obbligo diretto di rendicontazione riguarda solo le imprese che superano determinate soglie dimensionali. Le PMI non quotate restano escluse, ma sempre più spesso adottano volontariamente lo standard semplificato VSME su richiesta di banche o clienti di filiera.
Quali misure PNRR sono ancora attive per le imprese nel 2026?
Restano attive, in fase di esaurimento, le Comunità Energetiche Rinnovabili, il Fondo Nazionale Connettività e i Contratti di Sviluppo. Il credito d’imposta Transizione 5.0 non accetta nuove prenotazioni dal 27 novembre 2025; chi ha già prenotato deve completare le comunicazioni al GSE entro il 31 agosto 2026.
Cosa cambia dal 2026 con l’iperammortamento rispetto a Transizione 5.0?
Si passa da un credito d’imposta immediato a una maggiorazione fiscale del costo dei beni strumentali, fino al 180% per i beni ad alto contenuto di intelligenza artificiale, applicabile agli investimenti effettuati tra il 2026 e il 2028.
Perché integrare i criteri ESG nelle operazioni di finanza straordinaria?
Perché fondi, banche e investitori valutano sempre più il profilo di sostenibilità del target insieme ai tradizionali indicatori economico-finanziari, nella due diligence e nella determinazione del prezzo dell’operazione.